Home » Prodotti Tipici Cilento » Ricette Cilentane, la Pizza dei Troiani di Palinuro
Ricette Cilentane, la Pizza dei Troiani di Palinuro

Ricette Cilentane, la Pizza dei Troiani di Palinuro

Quasi per caso, quasi con un colpo di fortuna, ci siamo imbattuti in una “chicca” pubblicata ben 34 anni fa. Parliamo di “La cucina del Cilento” di Stelio Di Bello*. Un libro, di poco più di 90 pagine, dedicato a ciò che oggi è riconosciuto nel mondo come Dieta Mediterranea. Stelio Di Bello è un cilentano doc e un intellettuale poliedrico che, tra le altre cose, amava la cucina, con una particolare predilezione per quella cilentana.

Molte delle ricette proposte nel libro vengono da tradizioni di famiglia e, quindi, dalle antica cucina cilentana,  sulla quale Live Casalvelino punta tantissimo: vi abbiamo proposto ricette e continueremo a farlo, anche con la collaborazione e con l’aiuto preziosissimo delle tante strutture d’eccellenza che Casal Velino può vantare. Stavolta, però, vogliamo calarci in una realtà familiare: magari qualche procedimento vi sembrerà strano, magari la vostra tradizione prevede una o più fasi non menzionate ma, questo, è prettamente legato a quella sperimentazione che ci permette di accomodarci a tavola ogni volta con una buona dose di curiosità.

ricette e prodotti cilentani

Una citazione dal libro di Stelio Di Bello

Tra le tantissime proposte di Stelio Di Bello ci ha incuriosito la Pizza dei Troiani di Palinuro: è una ricetta antichissima che, però, pare risalga proprio alla Palinuro di Enea e dei Troiani (e da qui, evidentemente, il nome).

Per la “pasta d’appoggio” va preparato un impasto sciogliendo sul fuoco, e girando in acqua salata, farina di granturco e farina di grano. Per la cottura, volendo seguire scrupolosamente la tradizione, occorrerebbero piastre di creta o di latta rotonde; chiaramente, se non ne avete la disponibilità, potrete comunque adattare strumenti un po’ più “moderni”. Quando l’impasto sarà pronto andrà steso, con cura, su una delle piastre lasciando cuocere al forno (o, ancora meglio, su brace consumata).

Arriva, quindi, il momento del “condimento”. Qui entra in gioco tutta la tradizione cilentana e la possibilità di immaginare le alternative più in sintonia con il nostro gusto personale. Le alternative proposte da Di Bello sono: verdure lessate con olio e limone o, in alternativa, sfritte; erbe aromatiche con olio, sale, peperoncino e aglio; ricotta fresca, formaggi stagionati, caciotta o caciocavallo, sale pepe, prezzemolo e salvia.

E’ un piatto assolutamente semplice, per certi versi molto simile ad una “focaccia alla cilentana”; è un piatto povero, perché tendenzialmente preparato, soprattutto se ci si attiene ai dettami, con ingredienti che, per fortuna, il Cilento regala in gran quantità. Volendo immaginarne una versione “impreziosita” ed “attualizzata” possiamo ipotizzare tre varianti:

  • aglio, olio extravergine d’oliva, sale, peperoncino e origano;
  • olio extravergine d’oliva, cacioricotta del Cilento, sale e pepe;
  • verdure in umido con patate, olio extravergine d’oliva, sale e peperoncino.

Di volta in volta noi continueremo a proporvi i suggerimenti di Stelio Di Bello sulla cucina cilentana. Voi, intanto, se volete segnalare le vostre ricette, potete farlo inviando una mail a info@livecasalvelino.it o, semplicemente, contattandoci tramite la sezione contatti. Se deciderete di realizzarla condividete con noi il risultato e se, invece, procederete diversamente, commentate e lasciateci i vostri suggerimenti!

* DI BELLO S., La Cucina del Cilento, T. Marotta Editore, Napoli, 1980;
** L’immagine di copertina è liberamente tratta dal sito internet dell’Agriturismo Zio Cristoforo